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Non mi piacciono i luoghi comuni, mi fanno stare a disagio. Cioè, so bene che di per sé dire "non mi piacciono i luoghi comuni" è un luogo comune a sua volta... Ma non posso esimermi dall'affermarlo.
Sarà la piccola eccezione alla regola, per stasera. Non mi infastidiscono le classiche domande, o le domande dalla sin troppo facile formulazione ma dalla spiegazione contorta: mi spaventa cosa può nascere dalle rispettive risposte. Che cos'è la felicità? Pensaci bene, Teo. Non lo sai cosa sia, difficile saperlo; tuttavia pesa bene ogni parola che batti sullo schermo. Se non puoi dare una risposta certa almeno divertiti un po': fai il funabolo, forza! Passo dopo passo prova ad evitare il luogo comune di chi pensa la felicità sia baciare la persona Amata, di chi la rinnega e la crede inesistente, o troppo effimera, di chi dice che si è felici quando si sta bene con le persone vicine, magari ascoltando assieme e cantando la canzone del cuore. Tutto ciò è a suo modo felicità, non lo nego: è nella natura stessa di questo sentimento persino il ritenersi inesistente, appaga spesso chi formula tale pensiero: "non c'è, inutile raggiungerla, quindi per paradosso io sono felice". E' tutto ciò la felicità? Solo? Beh, non credo. Scalpito ancora un pò con i polpastrelli sulla tastiera del computer, ruzzolo di lettera in lettera componendo frasi sicuramente fuori tema, come in questo caso: una divagazione sulle mie mani che corrono sui tasti del computer. E' in tema con la felicità? Non direi, no di certo, ma lo sto scrivendo e persevero nel mio disubbidire. Ammetto, mi sono smarrito: sono fuori tema e col machete continuo a sfrondare il terreno davanti a me: qualcosa arriverà e, forse, con un pò di fortuna starò girando in tondo, destinato a trovare un filo d'arianna verso la salvezza. Che cos'è la felicità? Troppo difficile da mettere a fuoco, pur vivendo in questo momento un periodo che posso tranquillamente definire felice, nonostante sia costellato di piccoli stress quotidiani. Sono felice, appurato tale fatto senza indugi. Quindi sono io la felicità? E' la mia la sola felicità possibile? Più di tutto: cos'è, PER ME, la felicità? Non credo che alla fine di questo (spero) breve scritto avrò una risposta, non voglio darmela. O meglio, vorrei arrivare ad una conclusione ma non ne sono capace, non riesco a focalizzare i miei sentimenti. Senza Cuore non si scrive, Teo, lo sai. Eh, lo so, lo so... Infatti suonano alquanto vuote queste frasi e la testa inizia a ribollire; mi sento sull'orlo del "non capire più nulla", ma è tutto buio e la linea di demarcazione per nulla visibile. Che fare? Perseverare ed interrogarsi nuovamente su cosa sia la felicità? Ammetto di starmi applicando al problema ma, vivaddìo, non è come al Liceo con tutte quelle monolitiche formule algebriche: non sono qui a cercare la superficie laterale della Felicità, al massimo potrei accomunare la questione alla sua area interna. Tuttavia mi sento semplicemente parte di un segmento sferico di felicità, una parte del tutto che mi impedisce di vedere davvero il quadro generale. E nella mia, di felicità, ci sono i luoghi comuni, ebbene sì. Inutile continuare a fare il funambolo: la corda su cui tentennavo non giungeva in altro luogo se non qui, al pantheon del "detto e ridetto". Sono felice perchè adoro immaginare un gabbiano in volo basso, sul pelo dell'acqua, mentre ascolto "Sunday Morning" dei Velvet Underground. Sono felice quando la mia ragazza si accoccola su di me per dormicchiare qualche minuto in più prima di arrivare a Savona. Sono felice quando nello sport vedo crescere i ragazzini che alleno con tutto me stesso da diversi anni. Sono felice quando mangio il Crème Caramel alle due di notte commentando "chissenefrega della digestione" e sghignazzo in chat con i miei compagni di Corso. Sono felice per cose a mia misura, che riesco a vivere o a immaginare come vicine. Sono felice quando sento di essere arrivato alla fine di questo testo con il sorriso sulle labbra. Questa, per me, è la cosa più vicina alla Felicità.
Scritto da ScraT il 20.4.05 ::
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