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Are you nuts? ::
-Che rottura!
Lo disse forte. Poi aggiunse che non aveva nulla da spartire con loro e sbatté la porta. Vide i gradini bianchi, solidi, eburnei scandire lo spazio che attraversa la notte. Vide la porta, ancora tra le sue mani, ma non vide più la frattura, deve essersi spaventata, si disse. Si rispose subito che tutto era finito. Si avviò, dopo pochi istanti di riscaldamento, verso la gradinata e iniziò, come sempre, a piovere forte. Non voleva più vederli quegli esseri e non era così facile, dopotutto lui vedeva ogni cosa creata. Vedeva proprio tutto e questo gli causava problemi a camminare; non riusciva a procedere da solo e aveva sempre bisogno di una capra che guidasse per lui. Non era del tutto in regola, ma lui vedeva sempre tutto. Non voleva più vederli, dicevo. Erano piccole arachidi rosse che si erano riunite in fondo alla scalinata per sfuggire all'avvento della peste dei pistacchi, o così dicevano, ma non bastava loro. Volevano anche avere aiuti per nuove porte, nuovi aperitivi e nuovi gusci, avevano in mente di allargarsi, dicevano. E a lui sinceramente non interessava sentire lagne mute di salatini complessati. Ma che poteva fare, lui vedeva tutto. Si allontanò così, per sempre nello spazio del tempo per tutto il tempo dello spazio. Poi si rese conto che lo spazio non era così ampio. Era su per giù sette capodogli di grandezza media spiaccicati di diametro, ma non è importante questo. Rapidamente raggiunse la superficie; Latoperlato luccicava. Vedeva l'asfalto bagnato e il lago asfaltato, ma lo vedeva sempre. Si sdraiò e sollevò le palpebre con tutta la forza possibile. Ora vedeva solo se stesso.
Scritto da RedPill il 26.4.05 ::
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