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Lost ::
In un panorama televisivo sempre più desolante, popolato da fattorie, scuole di ballo e pensioni musicali per cantanti ormai dimenticati, è curioso che una delle poche perle sia un telefilm che ai reality ruba l'idea di base.

Lost esce fuori dalla mente che ha partorito Alias, che poi sarebbe quella del signor J.J.Abrams, e parte da un soggetto decisamente poco originale: c'è un incidente aereo, e il velivolo precipita su un'isola tropicale. Quarantasette persone che non si conoscono, e che si trovano a dover collaborare per sopravvivere.

IIl cast della serie

Detta così, l'amico Abrams e la sua troupe sembrerebbero davvero alla frutta: in troppi hanno già sfruttato una premessa simile.

Ma Lost ha molte frecce al suo arco.
E non sono solo gli elementi misteriosi introdotti sin dal primo episodio, capaci di trasformare una banale isola delle Fiji in un luogo inquietante e denso di magia. C'è di più.

Tre dei sopravvissuti

C'è per esempio la splendida caratterizzazione dei personaggi, bravissimi attori non troppo conosciuti, ad eccezione forse di Dominic Monaghan (Il Signore degli Anelli) e Harold Perrineau (Romeo + Giulietta, The Matrix), comunque sempre relegati a ruoli secondari.
Il ruolo e il carattere di ognuno dei protagonisti di questa vicenda corale viene infatti sviluppato parallelamente, alternando sapientemente i flashback a "zoom in" su un singolo personaggio, e mostrandone differenze e contraddizioni.

Grandissimo rilievo è dato agli aspetti sociali della vicenda: la formazione di un gruppo guidato da un leader, gli scontri tra i personaggi più carismatici, la negoziazione dei ruoli sono aspetti che assumono ancora più interesse perché messi in relazione con le precedenti vite dei personaggi in una sapiente costruzione registica che mostra poco alla volta, offrendo allo spettatore uno splendido esempio di narrazione. Storytelling, direbbero gli anglofili.

Sayid

Una menzione d'onore è doverosa per un attore inglese di cui credo sentiremo ancora parlare: si tratta di Naveen Andrews, che magistralmente interpreta il ruolo di Sayid.
Il personaggio da lui interpretato è un ex ufficiale addetto alle telecomunicazione nell'esercito iracheno; la speranza è che i creatori della serie non si riducano al mero stereotipo del mediorientale sospettato di terrorismo, ma scavino a fondo nella sua psicologia, e trovino occasione per una critica al rapporto occidente-oriente.

Pollice verso, invece, per il doppiaggio italiano, che tocca la sua punta più bassa proprio sul personaggio di Sayid: possibile che il mediorientale debba parlare proprio con un accento così stereotipato?
Sono sempre più convinto della necessità di smetterla con il doppiaggio, e passare ai ben più civili sottotitoli.

A parte questo neo, che per molti sarà ovviamente trascurabile, Lost è decisamente uno dei migliori prodotti seriali degli ultimi tempi, forse solo un gradino sotto del geniale ed inarrivabile Six Feet Under.

Link: www.i-am-lost.com
Scritto da Kurai il 23.4.05 ::
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