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Povero Wojtyla, sepolto vivo ::
Nel momento in cui facevo queste riflessioni Giovanni Paolo II era ancora vivo e il sistema dei media stava sfiorando il cortocircuito, il suicidio per autostrangolamento.
I primi coccodrilli sul Papa (gli articoli che ripercorrono la vita di un importante personaggio appena deceduto) sono comparsi su giornali e tv fin dai tempi dell'ultimo ricovero al Gemelli per la tracheotomia. Dopo il ritorno in Vaticano non ci è mai stato risparmiato il voyeuristico bollettino televisivo: oggi il Papa si è affacciato; oggi non si è affacciato; ha parlato; non ci è riuscito; soffre, vedete? Fino a quello che sembrava l'epilogo: il peggioramento di due giorni fa. Le parole "estrema unzione" corroborano la convinzione che la fine sia imminente e invece tradiscono: di lì a poco si scoprirà che non di ultima benedizione al moribondo si tratta, ma di preghiera di conforto per il malato. Partono le edizioni straordinarie, dirette fiume che dopo un pò esauriscono gli argomenti ma proseguono, proseguono, non sia mai che la notizia del decesso arrivi mentre non siamo in onda. La Botteri (TG3) diluisce le parole, una ogni due o tre secondi, si inventa argomenti. E' solo un esempio, tutti i canali rimasticano ogni evento della vita del Pontefice. Tieni duro, Sassoli, tieni acceso il TG1, adesso la notizia arriva. L'Adnkronos parla di encefalogramma piatto: ci siamo. No, è una bufala. E adesso? Che si racconta adesso? Ventiquattrore in onda, caffè, sempre lì con l'edizione straordinaria e definitiva in canna e questo polacco testardo, no, volevo dire coraggioso e forte, che non molla. E se si assesta? Se va in coma e ci resta qualche settimana o qualche mese? Parentesi: che fa lo sport? Si ferma? Doveroso, certo. E se l'agonia dura ancora una settimana che si fa? Si rimanda anche la prossima giornata di tutti i campionati di tutti gli sport? Creato il precedente, se ne resta prigionieri? E meno male che la malsana idea di rinviare le elezioni regionali viene accantonata. I media hanno seppellito il Papa ben prima che morisse, con un accanimento mediatico incredibile. Il 2 aprile La Stampa ha pubblicato la foto del Papa con l'anno della morte stampato in neretto: 2005. Ma Wojtyla era ancora vivo! Siamo quasi alla gufata. Il Papa è morto poco dopo, togliendo dall'imbarazzo tutti i direttori e le Vespe. Servirà questa lezione per recuperare un minimo di decenza e di sobrietà?
Scritto da wile il 2.4.05 ::
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