Feed RSS
Licenza Creative Commons


Powered by Blogger
Sogno macabro ::

Il buio intorno a me, un rumore continuo e veloce che mi attraversa le orecchie, inizio a riprendere i sensi, sento un forte dolore alla testa, apro gli occhi, non so dove sono anche se dall'aspetto sembra in tutto e per tutto un vagone ferroviario. Non riesco ancora ad alzarmi, il treno deve essere in una galleria, i finestrini non mostrano paesaggi o mari. Inizio a riprendermi dal torpore che mi cullava fino a poco fa, e con stupore noto che il vagone è completamente vuoto, fatta eccezione per me e il sedile sopra al quale sono seduto. Ripercorro a ritroso fino all'ultimo dei miei ricordi, ma tutto è piuttosto oscuro e contorto, salvo una sirena e un pavimento grigio, e poi ancora il buio, perdo di nuovo i sensi. Ora il risveglio è più veloce mi trovo di fronte un uomo che con un sigaro in bocca mi osserva, riesco ad aprire gli occhi abbastanza da seguire il suo sguardo che si muove intorno e riconosco il vagone nella sua temporanea familiarità. Lui apre la bocca e cerca di comunicarmi qualcosa ma percepisco solo alcuni suoni distorti, devo essere sotto effetto di qualche droga, ma non mi sembra di essermi ridotto mai così male. Chiudo gli occhi e l'oscurità culla ancora un po' la mia mente. Riapro gli occhi, questa volta dai finestrini arriva una luce, accecante, ma che al tempo stesso attira la mia attenzione, cerco di guardarla metto a fuoco il tutto e dai finestrini è come se venisse proiettato un film, la cosa che non riesco a spiegarmi è che il protagonista di quell'assurdo paesaggio esterno sono io. Alla mia destra scorrono veloci e impercettibili i ricordi della mia vita passata, e a sinistra scorrono degli eventi lenti e visibili che non mi appartengono, perché io non li ho mai vissuti. Inizio a riprendere coscienza di me stesso all?interno del mondo o in questo caso di un vagone ferroviario. Mi alzo da questo sedile e barcollando raggiungo un sedile che dal nulla compare nella carrozza, è lì in fondo, vuoto sembra più confortevole dell'altro, lo raggiungo ma non riesco a proseguire oltre la mia camminata, le forze mi abbandonano come mi abbandono al nuovo sedile, è in pelle nera, è confortevole quasi avvolgente. Non resisto, mi faccio cullare ancora una volta in questo strano viaggio. Sembra un secondo eppure quando riprendo i sensi è come se avessi dormito per di giorni, ora sono cosciente non sono più nel treno sono nel mio ufficio, sono già vestito, la tunica nera mi ricopre completamente, la falce è accanto a me. Ora mi è tutto chiaro ricordo la prima volta che ho iniziato questo che lavoro, quando quell'uomo mi passò lo scettro della morte e mi mostrò il mio futuro, la stessa notte che persi la vita sull'asfalto per colpa di una macchina guidata da un uomo che si distrasse per il sigaro che gli era caduto in mezzo alle gambe. Strana davvero la vita della Morte.
Stefano Michero
Scritto da Stefano il 18.4.05 ::
Commenti:

Well done!
[url=http://qijvestp.com/pfcj/qitz.html]My homepage[/url] | [url=http://ybxvlezj.com/jouk/bhgq.html]Cool site[/url]
Well done!
My homepage | Please visit
Nice site!
http://qijvestp.com/pfcj/qitz.html | http://vdtqimwf.com/ltpg/xwjs.html
Posta un commento