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Un giorno allo Slow Fish ::
Sono molto soddisfatta da Slow Fish 2005.
Partiamo dall'inizio.

-La Grafica
Trovo i manifesti accattivanti, immediati e facili da individuare. In poche parole si esauriscono tutte le informazioni più importanti: cosa? (salone del pesce sostenibile) quando? (11-13 novembre 2005) dove? (Fiera di Genova).



-L'Allestimento
Entrando in Fiera, si segue una lunga passerella di tappeto blu molto morbido (in realtà possibile causa di distorsioni alle caviglie per chi porta i tacchi) che accompagna il flusso dei visitatori verso l'entrata del padiglione. All'interno lo spazio è ben organizzato in piccoli stand suddivisi per regione.
Tutto il perimetro interno del padiglione è circondato da alti pannelli bianchi o blu che riportano informazioni sulla manifestazioni o semplicemente il logo.
All'entrata lo stand delle informazioni è centrale e di forma circolare: non si perde tempo per raggiungere la mappa degli stand o per porre domande alle addette.




-Le Sale
La prima sala accoglie una sezione dedicata a percorsi del gusto, guidati da chef da tutta Italia (10 euro), e molti stand internazionali. Si passa dal pregiatissimo salmone irlandese (100 euro al kilo), ad astici norvegesi fino a onigiri (polpettine di riso) giapponesi a 2 euro cadauna. Al centro si trovano piccole installazioni di carattere locale, tradizionale e marinaresco.
La seconda sala, al primo piano, è prettamente italiana e offre assaggi selle sue specialità, talvolta gratuitamente, talvolta per 1-2 euro a piattino. Si possono così apprezzare le alici di menaica che (mi dispiace ma) superano di gran lunga le acciughe di Monterosso.



La visita prosegue verso sinistra in cui le realtà locali hanno spazio per presentare altri prodotti non necessariamente legati al pesce, come i paté, le olive, i vini. Proseguendo si trovano i punti di ristoro che partono da uno stand ligure sfizioso e a buon mercato (3 euro minimo per un piatto di trofie carciofi gamberi e zucchini, ad esempio), passando per un ristorante norvegese a 15 euro fino ad un buffet a prezzo fisso di 20 euro. È presente anche la sezione enoteca, dedicata al vino, che per 3 euro vendeva una piccola tracolla di stoffa SlowFood in modo da portarsi dietro il bicchiere per la degustazione.
Per finire, al piano inferiore si trova il mercato ittico in cui è possibile acquistare il pesce, scoprire come riconoscere la freschezza e come pulire i pesci. In un frigo apposito (il guardaroba del pesce) si possono lasciare i propri acquisti per tutto il tempo della visita.




Alla fine un'ottima manifestazione che sicuramente può crescere ed espandersi, ma che offre già quello che promette.

Slow Fish - sito ufficiale
Scritto da RedPill il 13.11.05 ::
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