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ancora una volta ::
Non credo di poterle spiegare meglio la situazione, mi scusi.
me ne vado. dannazione a questa sedia così fredda, sento tutte le ossa che scricchiolano all'unisono. tac. e pensare che una volta lo facevo di professione, di scrocchiare la schiena alle persone, e forse non avrei dovuto mollare, mi divertivo. c'era gente pazza che mi chiedo ancora adesso come possa stare al mondo. Ma è sicura che non mi romperà le vertebre? Vorrebbe per favore aggiustarmi le dita dei piedi che è un po' che non riesco ad entrare nelle scarpe eleganti? Sa un amico mi ha detto che me lo farà lei stessa d'ora in poi, e perfino gratis, no, non che abbia fatto mai quei corsi eh, ma sa, è un ingegnere, sa come mettere le mani, niente di personale. non era mai nulla di personale. eccetto le volte che i clienti cercavano qualcosa di personale. soprattutto quelli bavosi e affamati che avevano un brivido ad ogni tocco. Senta ma è proprio una bella ragazza, sa? Potrebbe farmi anche un bel massaggio rilassante, visto che c'è? Ma la pago per tutti i servizi in più, sia chiaro. neanche il camice bianco veniva inteso come simbolo di professionalità, anzi, sembrava quasi una tentazione. ma chissenefrega, non mi pento di aver chiuso quel capitolo. apro la porta per andarmene Senta ancora un momento, perché, no ok, quando ha preso questa decisione? due anni fa, e non mi volto. ho la mano sulla porta e attendo un attimo prima di farla scorrere. Forse se vuole, ne parliamo dopo pranzo e vediamo se. arrivederci. in un momento mi trovo alla fermata dell'autobus ma non salgo. forse dovrei smetterla, rassegnarmi a entrare nello schema. evidenziare i miei limiti, un po' come per i quadretti. non puoi sbagliare, mezzo centimetro per mezzo centimetro tutto ben definito. miseria, è così claustrofobico, ogni volta che mi ritrovo davanti a linee che si incontrano così prevedibilmente ho un senso di ansia. è appena passato l'autobus e il cellulare squilla chissà che vuole. Senti dovresti prendermi il succo d'arancia e le altre pastiglie. sono minerali, idiota. che poi cosa te ne farai voglio sapere. tanto domani ti può falciare un'auto mentre attraversi la strada e le tue belle vitamine vanno ad ingrassare i vermi. magari fosse così facile, nemmeno esce, per l'inquinamento, dice. io dico che è un codardo cerca di aggrapparsi ad una sopravvivenza fasulla che ti fa rigurgitare ogni sprazzo di vita. E un etto di carote per la cena. tac. non c'è bisogno che io parli, devo solo ascoltare e ricordare tutto, esatto e preciso. voglio che finisca, tante sono le cose che ho voluto e non mi sono ritrovata mai a ballare come nei film degli anni cinquanta, nessuna felicità da raggiungere, nemmeno da provarci non puoi provare, te lo impedisce il mondo. se domani il sole sorgesse ad occidente potrei tentare di scavare la mia fossa e vivere quei pochi minuti prima di soffocare. una manciata di minuti non chiedo molto. nessuna barchetta di carta che galleggia nel fiume per me, solo deserto e siccità, per camminare scalza sulle schegge e i detriti. Scusi è da tanto che aspetta? dipende. se si riferisce all'autobus, è appena passato. e allora basta, attraverso la strada e portiamo a termine anche queste commissioni. e dopo ciao tesoro, si ti preparo subito tutto, eccomi, come dici, no anche questi hanno rifiutato la tua proposta, però se vuoi andare direttamente forse. tac. tac. tac. certo, domani provo da altre parti.
Scritto da RedPill il 17.12.05 ::
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