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Lettera aperta: il BabyMo ::
Gentile Direttore,
sono una studentessa ventunenne di Scienze della Comunicazione, abituale fruitrice di tutti quei servizi informatici e telematici che tanto hanno semplificato la nostra vita e arricchito le nostre possibilità comunicative. Ho letto in questi giorni che, in Francia, alcune associazioni di consumatori sono riuscite a ottenere il ritiro dalla vendita del BabyMo, cellulare per bambini dai quattro agli otto anni ( sic ), denunciandone i possibili effetti dannosi sul sistema nervoso, ancora in formazione, dei più piccoli. Non sapevo dell?esistenza di questo prodotto, ma non mi stupisco. E? logico che le case produttrici , sempre alla ricerca di nuovi acquirenti, abbiano deciso di rivolgersi ad un target di consumatori ancora inesplorato e dalle enormi potenzialità. Si sa, i genitori spendono volentieri per i propri figli, soprattutto se è in gioco la tranquillità dei primi e la sicurezza dei secondi. Con un cellulare semplice, magari dotato di soli due tasti e due o tre numeri memorizzati , il bambino è sempre sotto controllo, sempre rintracciabile, sempre pronto, in caso di necessità, a chiedere aiuto . E? vero, ci sono tanti pericoli al mondo, tanti mostri dai quali i piccoli vanno protetti, ma è giusto che un bambino dell?asilo chiami subito la mamma se la maestra lo ha sgridato o un amichetto gli ha dato un pugno, se non ha voglia di minestra o si sente un po? triste? Non sarebbe più costruttivo imparare pian piano a cavarsela da sé? Il cellulare, senza bisogno di fili, lega il bambino alla famiglia come un robusto cordone ombelicale, che non è mai tempo di recidere. All?asilo con il cellulare, in discoteca con il videotelefono, a quale età è consigliabile il braccialetto elettronico? Forse quando avrò dei bambini la penserò diversamente, ma oggi mi sembra veramente esagerato ed egoistico costringere i figli a questo controllo, educandoli sin da piccoli alla ? telefono-dipendenza ? in cambio di una garanzia di tranquillità per il genitore. Per questi motivi e per i potenziali danni alla salute dei bambini mi sento di appoggiare la campagna delle associazioni francesi e spero che anche Lei , sempre pronto a schierarsi nelle battaglie a favore dei diritti dei bambini, sostenga la necessità di prendere analoghi provvedimenti anche in Italia . Distinti saluti Ilaria Dondero
Scritto da becky il 19.7.05 ::
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